Ci sono momenti cruciali in cui i percorsi professionali, accademici e istituzionali convergono in un unico punto di responsabilità. La recente Assemblea svoltasi a Roma ha rappresentato esattamente questo snodo per il nostro movimento cooperativo. È con profondo orgoglio che annuncio la mia elezione ufficiale al Consiglio Nazionale Confcooperative Lavoro e Servizi, un traguardo che segna l’inizio di una nuova sfida per la rappresentanza lombarda e nazionale.
Dopo 25 anni di guida ininterrotta, a cui va il doveroso riconoscimento per lo straordinario lavoro svolto, Massimo Stronati ha passato il testimone. L’Assemblea ha eletto all’unanimità Mirella Paglierani come nuova Presidente Nazionale. Si tratta di una transizione epocale, che apre una stagione di rinnovamento e di sfide inedite per la cooperazione italiana in un mercato sempre più complesso.
In questa cornice di profondo cambiamento, assumo il mio incarico nel Consiglio Nazionale Confcooperative Lavoro e Servizi in rappresentanza della Lombardia. Lavorerò al fianco del neo-presidente regionale Nino Aiello e dei colleghi Fausto Mazzola e Angela Piantoni, formando un team coeso e pronto a portare istanze concrete sui tavoli romani.
L’Ingegneria dei Sistemi Giuridici nel Consiglio Nazionale
Assumo questo incarico portando in dote una convinzione metodologica radicale, consolidata dal mio ruolo operativo e formalizzata con il conseguimento della laurea in Ingegneria Gestionale con 110/110. La tesi di fondo è una: la cooperazione non si difende solo con i principi morali, ma si governa con l’Ingegneria dei Sistemi e l’innovazione tecnologica.
Oggi, le imprese cooperative affrontano asimmetrie di mercato che non possono essere risolte con i tradizionali strumenti di rivendicazione. Il nostro ecosistema necessita di un approccio metodologico rigoroso, capace di tradurre l’etica mutualistica in architetture organizzative inattaccabili e sostenibili, in piena linea con gli adeguati assetti imposti dall’Art. 2086 c.c.
1. Il contrasto all’”Automation Bias” negli Appalti Pubblici
Non possiamo parlare di tutela della dignità del lavoro se il sistema di procurement pubblico continua a legittimare il dumping contrattuale. Questo avviene molto spesso attraverso l’uso di formule matematiche distorsive all’interno dei bandi di gara, che annullano i pesi qualitativi. I modelli di calcolo per l’aggiudicazione riducono l’importanza dell’offerta tecnica, inducendo l’operatore a forzare il ribasso economico. Questo determinismo matematico, che svuota di senso le tutele del Ministero del Lavoro, deve essere disinnescato attraverso una revisione ingegneristica delle dinamiche di gara e l’adozione di un rigoroso “bollino di congruità”.
2. L’AI Act e la tutela del “Fattore Umano” Cooperativo
Con la recente applicazione del Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), il movimento cooperativo deve farsi pioniere nella tutela del paradigma Human-in-the-loop. L’implementazione di sistemi automatizzati nei processi produttivi non deve mai trasformarsi nella delega passiva a un decisore occulto algoritmico. Tramite l’adozione di modelli analitici strutturati, come il framework DAAF (Democratic Algorithmic Accountability Framework) che ho sviluppato per i laboratori dell’Osservatorio, dobbiamo garantire che la tecnologia resti un mezzo al servizio del socio lavoratore, e mai un fine ultimo o un giudice cieco.
Verso una “Magnifica Humanitas” per la Cooperazione Italiana
Sedere nel parlamentino nazionale che detta la linea strategica della federazione è una responsabilità immensa. Intendo onorarla con il massimo rigore tecnico, analitico e gestionale. La presidenza di Mirella Paglierani inaugura una fase in cui la concretezza e l’innovazione di processo saranno cruciali per il successo delle cooperative. La sfida per i prossimi anni è chiara: costruire modelli di gestione e di compliance in cui la tecnologia e l’efficienza industriale rimangano al servizio di quella magnifica humanitas che rappresenta il cuore pulsante della cooperazione nel nostro Paese.
