Il Consiglio Provinciale di Confcooperative Brescia si è riunito eccezionalmente presso la XXI Edizione del Festival dell’Economia di Trento, nello spazio istituzionale “Cloud”. L’assemblea ha tracciato le linee guida per lo sviluppo del comparto cooperativo, affrontando l’approvazione dei bilanci d’esercizio e la declinazione del Modello Cooperativo di fronte alle sfide sistemiche della sostenibilità e dei nuovi assetti del mercato globale.
1. La cornice di Trento 2026: Dal mercato ai nuovi poteri
La scelta di delocalizzare il Consiglio Provinciale a Trento rappresenta un posizionamento strategico, non una mera rappresentanza istituzionale. Il tema conduttore del Festival, “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, intercetta direttamente la missione dell’impresa mutualistica.
In un contesto caratterizzato da forti asimmetrie macroeconomiche e spinte tecnologiche centralizzanti, il Modello Cooperativo emerge come infrastruttura sociale ed economica indispensabile per bilanciare le logiche del profitto con i bisogni delle nuove generazioni. La cooperazione deve governare le transizioni di mercato da protagonista, offrendo risposte concrete alla crisi del lavoro e alla frammentazione dei territori.
2. Trasparenza e solidità: L’approvazione dei bilanci Confcooperative e Assocoop
La sessione ordinaria del Consiglio ha affrontato l’esame e l’approvazione del Bilancio d’esercizio al 31/12/2025 di Confcooperative Brescia e di Assocoop Società Cooperativa.
3. Sostenibilità e demografia: La via del modello cooperativo al Green
I panel di approfondimento hanno analizzato due direttive fondamentali:
Sostenibilità e competitività: Il modello cooperativo traccia la via verso la transizione ecologica. I parametri della doppia materialità e i requisiti della Direttiva CSRD non devono essere interpretati come mero costo burocratico di compliance, bensì integrati nei processi industriali come fattori diretti di efficienza e attrazione dei capitali ESG.
Le trasformazioni del mercato del lavoro: Il panel ha analizzato le dinamiche del ricambio generazionale. Il modello cooperativo si qualifica come architettura ideale per mitigare le criticità future attraverso piani di welfare aziendale flessibili, capaci di valorizzare il lavoro giovanile e l’inclusione di genere.
4. Sintesi degli interventi: La forza del modello cooperativo nel 2026
Il vertice nazionale ha consolidato le linee strategiche dell’unione. Il Presidente Nazionale Maurizio Gardini ha richiamato l’attenzione sulla necessità di presidiare i tavoli istituzionali dove si determinano i nuovi poteri economici, ribadendo che la sussidiarietà rappresenta lo strumento più agile per rispondere alle frammentazioni sociali in atto. Il Presidente vicario Marco Menni ha sottolineato la coesione dell’asse bresciano e la capacità di fare rete su progetti territoriali ad alta complessità. Il Direttore Federico Gorini ha illustrato l’efficienza gestionale della struttura, orientata all’ottimizzazione dei processi operativi a supporto delle associate.
